TERRITORIO

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La Val Graveglia è il luogo giusto per una vacanza all'insegna del relax. Respirare l'aria pura della campagna, fare due chiacchiere con il contadino che pazientemente alleva il bestiame e coltiva il suo raccolto. Tutto qui riporta il visitatore in una dimensione più semplice della vita, un piccolo mondo tutto da riscoprire che si muove secondo i ritmi delle stagioni, ricco di sorprese e senza dubbio affascinante. 

L'agricoltura è infatti ora la forza motrice di questo territorio, lasciato in eredità agli abitanti di oggi da chi un tempo aveva lavorato con fatica nelle miniere di manganese, minerale di cui la Val Graveglia, per le sue speciali caratteristiche geologiche, si è trovata ad essere in passato importante esportatrice. In quello che oggi è il Museo Minerario della Miniera di Gambatesa si alternano storie di uomini e donne che, nel XX secolo in particolare, hanno permesso alla Vallata di fiorire economicamente. Esistenze certamente non facili, che venivano spesso sottoposte a grossi rischi quando era il momento di avventurarsi negli stretti cunicoli scavati nelle profondità della terra, per strappare alla montagna il suo prezioso tesoro.

Ma le frazioni, i piccoli agglomerati di queste zone hanno origini certamente più antiche. Già nel VIII Secolo gli Obertenghi dotarono il territorio di vari castelli per far fronte agli attacchi dei pirati Saraceni. Nell'XI Secolo il comprensorio era passato invece in mano alla potente famiglia dei Fieschi di Lavagna, che fece presto edificare un castello nella località di Zerli. Dal'XIII Secolo il dominio di queste terre passò alla Repubblica di Genova, che le amministrò fino a quando nel 1797 la zona passò sotto l'egida di Napoleone Bonaparte. Anche gli antenati di Giuseppe Garibaldi, il noto "Eroe dei Due Mondi" erano originari di Ne: è stato accertato recentemente che in particolare suo nonno, tale Angelo Garibaldi, era nato proprio qui, intorno alla metà del Secolo XVIII.

Insomma, un territorio ricco, oltre che di natura, anche di Storia con la S maiuscola.


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Non mancano nemmeno le attrattive per gli amanti dello Sport. Per loro sono a disposizione nella zona una serie di percorsi di varia difficoltà, in grado di soddisfare le più diverse esigenze. Le possibilità sono davvero tante, con sentieri e mulattiere che si sviluppano lungo tutto il comprensorio montano dell'Alta Val Graveglia. Tra i più noti itinerari: l'"Anello del Monte Zatta" ed il tracciato "Boscolandia-Case Soprane". Lo sportivo non potrà fare a meno di sorprendersi di fronte ai panorami che incontrerà sulla sua strada. Zone immerse nella natura selvaggia, talvolta pronte ad aprirsi inaspettatamente in vasti ed incontaminati pianori come nella località Casoni, sul Monte Chiappozzo.

Qui la fauna selvatica è particolarmente presente e varia. Le zone interne della Liguria sono tradizionalmente popolate dallo schivo cinghiale, ma anche dal capriolo, dal tasso, e più recentemente si è visto anche un ritorno dell'istrice. Tra i volatili spiccano il gufo e la civetta, mentre un discorso a parte meritano i cavalli selvatici. Queste branchi equini allo stato selvaggio si muovono indisturbati sul territorio, talvolta danneggiando le coltivazioni dei contadini. Per questo spesso si è parlato di radunarne gli esemplari in zone protette e sorvegliate, ma per ora essi continuano a galoppare liberi, ed incontrarli in qualche prato mentre tranquillamente brucano l'erba assieme ai propri piccoli resta sempre un'esperienza tra le più affascinanti ed insolite.


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La tradizione contadina della Val Graveglia porta con sè anche un patrimonio di prodotti tipici locali che saranno sicuramente apprezzati dagli amanti della buona tavola.

Diffusa in queste zone è infatti la produzione sia di formaggi di pecora e capra che di salumi direttamente provenienti dalle Aziende Agricole di zona, i cui allevamenti si improntano alla migliore cura per il bestiame ed al conferimento dei nutrienti più genuini. Gli agricoltori si occupano anche di tenere vive molte colture orticole "storiche" del comprensorio come la Cipolla Rossa di Zerli, la nocciola "tapparona" e le patate "quarantine".

Qui tra i monti della Val Graveglia le api instancabili producono da sempre il loro dorato miele, prevalentemente con il nettare dell'albero di castagno. Ottimo companatico nella colazione all'Italiana, questo dolce naturale può essere impiegato anche nella produzione di lenitivi come il famoso "Propoli", arma efficace nella prevenzione dei raffreddamenti invernali. Parlando di dolciumi non si possono non citare poi le "Ninette", il dolce tipico della Val Graveglia, biscotti ottimi da gustare al mattino assieme ad una buona tazza di latte, the o caffè, ma particolarmente adatti all'accostamento con l'infuso ai "bidulli" (mele carle del comprensorio seccate a fette).

Altri piatti tipici del comprensorio sono poi il Castagnaccio, la Torta Baciocca, la Torta di Riso, i prelibati Testaieu...ma questi sono solo alcuni esempi delle tante golosità da scoprire, riscoprire e gustare!

Per concludere, uno sguardo ai vini. Il comprensorio è tradizionale produttore di vini bianchi come il Vermentino e la Bianchetta Genovese, ma anche di rossi come il Ciliegiolo. A questi prodotti locali se ne affiancano altri maggiormente noti a livello regionale come lo Sciacchetrà delle Cinque Terre, il Pigato ed il Rossese, questi ultimi provenienti dalla Riviera di Ponente.

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